Piccoli frammenti di vita e di morte.
Le piccole anime hanno uno spazio, un peso, un corpo. Come macerie crollano. Resta l’eco di una risata e una materia evanescente, trasparente e polverosa.
Le piccole anime sono colori, rumori, vetro. Come fiammelle tremano di fronte alla vita e al contempo la scaldano. Ma un terremoto le fa tremare forte forte e come vetro esplodono ed emanano il loro colore, che come calore si disperde lentamente.
Le piccole anime sono pura essenza in potenza, sono tutto il possibile. Tele su cui disegnare storie di amore, di crescita, di sofferenza o di felice semplicità. O forse tutte queste insieme.
Ma le piccole anime sono oggi tele strappate. Se ti metti in ascolto, puoi sentirle cantare una ninna nanna sottovoce. La cantano ai bambini che non ci sono più. Perché le piccole anime hanno un tempo che non segue le regole della biologia, no. Le piccole anime sfidano le non-leggi della guerra e continuano a guardarci da vicino. Se chiudi gli occhi puoi sentire che ti sfiorano il viso.
Le piccole anime ci ricordano che siamo spazio, corpo, peso e scelte. Ci ricordano di andare alla ricerca delle nostre anime, sepolte sotto un sottile strato di polvere, e di cantare insieme la ninna nanna della libertà.
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