Raccontare un tirocinio significa spesso descrivere cosa si è fatto. In questo articolo ho provato invece a soffermarmi su cosa è rimasto: le persone incontrate, le aspettative iniziali, le competenze acquisite e, soprattutto, alcune riflessioni maturate lungo il percorso.
Ho scoperto l’associazione Melainsana mentre cercavo, quasi disperatamente, un luogo dove svolgere il tirocinio curricolare previsto dal mio corso di studi. Mi ha incuriosita subito e ho iniziato a cercare qualsiasi informazione possibile: Instagram, questo magazine, il sito web. Da vera stalker. Così, tra le altre (poche) candidature, ho deciso di mandare anche la mia a questa associazione così fissata con il verde e il viola.
Dopo qualche settimana sono arrivati due colloqui e, infine, una scelta: due associazioni simili, ma con obiettivi formativi e strutture diverse. Melainsana mi è sembrata inizialmente un mezzo salto nel vuoto, ma anche l’opzione più completa, quella che offriva più opportunità di mettermi alla prova e sviluppare competenze in ambiti diversi. Come si può intuire, ho scelto proprio lei.
Ancora prima di entrare nel vivo delle attività, ho partecipato a un evento dell’associazione: l’Agorà. Si trattava di un aperitivo molto informale, all’insegna della condivisione di idee intorno a un tema proposto mensilmente, attraverso semplici attività guidate dalle volontarie e dai volontari.
È doverosa una piccola premessa: non ho mai amato fare le cose da sola, che si tratti della spesa o dello shopping (solo il cinema, per qualche strana ragione, fa eccezione — sarà per il buio della sala?). Eppure quella volta ho deciso di farlo e sono andata all’Agorà solo con le cuffiette nelle orecchie. Inaspettatamente, però, non c’è stato nemmeno un momento in cui mi sia sentita a disagio o fuori posto.
Questa bellissima sensazione di accoglienza e ascolto è rimasta nel tempo, accompagnandomi in ogni riunione, incontro o evento, ed è ciò che mi fa continuare a far parte di questa realtà. Melainsana è un’amica: una valvola di sfogo, uno spazio di creatività fatto di idee e persone. Anche quando non ho proprio voglia di vestirmi e uscire di casa per andare a una riunione, alla fine lo faccio, e finisce sempre per essere la scelta migliore, perché ogni momento condiviso con chi fa parte di questa realtà è speciale e mi fa sentire bene.
Mi sono sentita subito parte del gruppo, ma anche parte attiva nelle decisioni, come se fossi sempre stata lì. Già da subito mi sono state assegnate alcune attività, ma sempre senza pressioni. In poco tempo ho iniziato a prendermi più spazio e a muovermi verso il settore che più mi interessava: il lato del magazine. Nel contesto di Melainsana mi sono sentita libera di esprimermi fin da subito, e questo si è realizzato concretamente quando ho iniziato a scrivere i miei articoli. Anche seguendo il tema del mese, a partire dalla mia interpretazione personale, non ho mai percepito limiti nella creatività e nelle idee che potevo esprimere attraverso le parole. Questa libertà rimane anche nel lavoro di revisione: il confronto e le correzioni non sono mai imposte, ma proposte, lasciando sempre spazio alla scelta e al dialogo.
In un momento in cui mi sentivo un po’ persa e poco motivata, ritrovare una passione che già avevo, quella per la scrittura, è stato una vera svolta. Sentirmi apprezzata e, allo stesso tempo, incoraggiata dalle persone intorno a me mi ha dato una nuova energia, spingendomi a investire con più consapevolezza in qualcosa che sento davvero mio. Se tutto questo è stato possibile è anche grazie a Melainsana, che mi ha dato lo spazio e il tempo per riscoprirmi, senza forzature né aspettative rigide. Un contesto capace di accogliere le persone per quello che sono e di valorizzare ciò che portano, lasciando che le cose prendano forma in modo naturale. In questo ambiente ho potuto sperimentare, mettermi in gioco e tornare in contatto con una parte di me che avevo un po’ messo da parte, ritrovando nella scrittura non solo una passione, ma anche uno spazio di espressione e di ascolto.
È per questo che Melainsana non è stata solo un tirocinio, ma un’esperienza che ha inciso più in profondità. Un percorso fatto di relazioni, confronto e libertà di espressione, che va oltre le ore svolte e le attività previste. Ciò che resta non è soltanto ciò che ho fatto, ma il modo diverso con cui oggi guardo a me stessa e a ciò che voglio continuare a coltivare.
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