Fine.
Il mese di Dicembre è, per consuetudine, il mese dedicato alle riflessioni finali. La fine dell'anno coincide tradizionalmente per ciascunə di noi con un tentativo, più o meno onesto, di "tirare le somme" di ciò che si è fatto o si è procrastinato. Nell'immaginario collettivo dunque la fine è tanto un momento da celebrare per lasciarsi alle spalle tutto ciò che è accaduto, quanto il preludio di ciò che prospetta: la possibilità di un ulteriore inizio, della novità, della possibilità di far prendere alle cose un nuovo corso. Fine è dunque conclusione, ma inevitabilmente anche inizio. Se essa è riflessione sulla fine per eccellenza, la morte, è sempre anche per contrasto riflessione sul suo opposto, la vita.
Per l'ultima call del 2023 Melainsana ha deciso dunque di invitare le sue lettrici e i suoi lettori a giocare con la polisemia della parola "fine" per riflettere su cosa, nell'immaginario personale e collettivo, essa sia: conclusione, come appena detto, ma anche limite, confine, traccia di una differenza, o ancora scopo, obiettivo raggiunto o mancato personalmente o collettivamente.
Su questa proposta lǝ autorǝ hanno scritto:
#1 Fini aforismi di Giuseppe Scaletta.
#2 Allen zum Ginsberg: una festa di fine di Sara Nocent.
#3 Iniziamo dalla fine di Margherita Manica.
#4 Non nascere, ecco la cosa migliore di Gaia Bertotti.
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