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Mente.

Nella Seconda delle sue Meditazioni Metafisiche, Cartesio afferma:

Io sono, io esisto, è necessariamente vero ogni volta che viene da me pronunciato, o concepito con la mente.

Non intendo però ancora a sufficienza chi mai sia quell'io, quell'io che necessariamente già sono; e debbo quindi evitare di scambiare forse imprudentemente per me qualcos'altro. E a non perdermi così persino in quella conoscenza che sostengo essere la più certa ed evidente di tutte.

Nelle parole di Cartesio è contenuto quell'interrogativo tanto fondamentale quanto antico riguardo la natura dell'io. Nel porre la domanda il filosofo francese già assume il ruolo centrale che la mente svolge in questa indagine, sia come strumento che come punto d'arrivo: l'io è la nostra mente, intesa come autocoscienza. Questa è per Cartesio "la più certa ed evidente" delle conoscenze.

Non appena però guardiamo più attentamente questa evidenza, incappiamo nel pericolo di "scambiare forse imprudentemente per me qualcos'altro".

Nel corso della storia della filosofia e della psicologia, sono state date innumerevoli definizioni di cosa la mente sia, del modo in cui essa possa essere indagata, fino a negarne sia la conoscibilità che, addirittura, l'esistenza.

Su questa proposta lǝ autorǝ hanno scritto:

#1 1899, o Platone sul Titanic di Francesca Schiesari

#2 Facio ergo cogito di Giuseppe Scaletta

#3 Estetica-mente: un connubio possibile? di Martina Pontello

#4 Mente e cervello di Thomas Rosati

#5 Un pensiero ingannevole di Giovanna Di Nuzzo